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Shaken Baby Syndrome

Sapete di che cosa si tratta!?? Sapete i rischi di questa sindrome??

La sindrome da bambino scosso rappresenta una forma di maltrattamento che può avere conseguenze drammatiche. I fattori di rischio che aumentano la probabilità di aht sono: famiglia mono-genitoriale, età materna inferiore ai 18 anni, basso livello di istruzione della madre, uso di alcool o sostanze stupefacenti, disoccupazione, episodi di violenza, da parte del partner o comunque in ambito familiare, e disagio sociale. Anche condizioni socioeconomiche scadenti comportano un rischio maggiore di violenza, a volte anche “inconsapevole” da parte di genitori esasperati, al solo scopo di consolare il pianto ininterrotto del neonato.

Attenzione anche al gioco, un semplice “vola vola” potrebbe recare danni irreversibili!!!!

Le conseguenze cliniche immediate sono vomito, inappetenza, difficoltà di suzione o deglutizione, irritabilità e, nei casi più gravi, convulsioni e alterazioni della coscienza, fino all’arresto cardiorespiratorio. A lungo termine i bambini possono presentare difficoltà di apprendimento, cecità, disturbi dell’udito o della parola, epilessia, disabilità fisica o cognitiva. E’ importante non sottovalutare i primi segni da parte del piccolo, campanello d’allarme per una corretta diagnosi.

Prima della nascita di Adele, ignoravo l’esistenza di questa sindrome. Mi lascia esterrefatta il pensiero che alcuni bambini possano subire tale violenza.

Come ho scritto poco sopra, alcuni genitori lo usano come “sistema” per calmare il bambino durante il pianto inconsolabile.

Personalmente preferisco calmare la mia bambina con una coccola, sussurrandole qualche dolce parola. Certo, durante i pianti isterici, serve molta pazienza, ma mai e dico mai, utilizzerei tal sistema.

Voi conoscevate questa sindrome??

Fonte per le informazioni ” La Repubblica “

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Niente smartphone e tablet : sempre più bambini con la sindrome dell’occhio secco

Tablet e smartphone, sono due strumenti che hanno monopolizzato la nostra vita. Una cosa che mi ha davvero colpito e soprattutto fatto riflettere, è il vedere bambini e adolescenti totalmente concentrati sul telefono. Gruppi di adolescenti che non si parlano, ma giocano con il telefono o guardano video/cartoni. Ho scoperto che l’abuso di smartphone, tablet e tv potrebbe scatenare la sindrome dell’occhio secco.

Questa sindrome,è un disturbo oculare piuttosto frequente, che può comportare arrossamento, bruciore,prurito o quella fastidiosissima sensazione di avere un corpo estraneo all’interno dell’occhio.

La secchezza oculare è semplicemente dovuta dalla poca produzione di liquido lacrimale oppure dall’eccessiva evaporazione di esso. Può essere di origine congenita, involutiva e dagli ultimi studi, sembra essere causata dall’eccessivo utilizzo di smartphone, tablet o tv. Durante l’utilizzo di questi strumenti, i bambini tendono a sbattere molto meno le palpebre rispetto al normale. Generando così un’eccessiva evaporazione del liquido lacrimale o addirittura una ridotta produzione.

L’occhio, inoltre tende a stancarsi velocemente, a causa dello sforzo eccessivo e dalla distanza ravvicinata degli apparecchi. Gli studi raccomandano l’utilizzo di smartphone, tablet e tv non più di mezz’ora al giorno.

Noi quando ci sono le belle giornate siamo fuori con gli amichetti o a giocare in giardino. Durante le giornate uggiose, invece leggiamo libricini e giochiamo tanto insieme. Quindi Adele non guarda molta tv e non lo faccio per essere contro corrente o la mamma modello, ma semplicemente perché c’è così tanto da scoprire e tante avventure che ci aspettano là fuori! Lo smartphone e il tablet personalmente non glieli do mai. Prima di tutto perché è ancora piccina, secondo perché vorrei evitare la sindrome dell’occhio secco e poi perché farebbero una brutta fine 😅

Una rara foto di Adele davanti alla tv 😁

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Bimbi con carattere forte: la maestra mi spiega come rimproverare nel modo corretto.

Care mamme, ma quanta pazienza ci vuole ogni giorno? Tra casa, lavoro e i figli, che spesso e volentieri decidono di fare arrabbiare proprio quando noi siamo più stanche.

Ma vi siete mai chiesti se c’è un modo corretto per rimproverare i vostri figli?? Io si, Adele per un bel periodo e capita ogni tanto anche ora, quando fa la monella e la si sgrida, inizia a fare la sciocchina oppure ci ignora totalmente. Il peggio è quando si offende per il rimprovero ed inizia a fare la commedia, piangendo e disperandosi. Ogni nostro tentativo di sgridarla, sembrava inutile.

Una sera mi sono chiesta: forse sbagliamo qualcosa noi!!!! Non lo facciamo nel modo più corretto. Forse non riusciamo a gestire al meglio il suo carattere.

Così, presa un po’ dalla “disperazione”, ho deciso di chiedere consiglio alla maestra di Adele. Chi meglio di lei poteva aiutarmi. Essendo educatrice infantile, ero certa che mi potesse aiutare!!!

Prima di tutto le chiesi, come si comportava Adele in classe e se faceva arrabbiare. Mi rispose di no, ma aveva notato il suo carattere molto forte e autoritario. E che sempre più bambine, rispetto al passato, hanno questa caratteristica.

Cosi le spiegai la situazione, che nonostante i rimproveri, non migliora il suo atteggiamento. Mi consiglió, un approccio totalmente diverso rispetto a quello che io e mio marito stavamo facendo. Prima di tutto, mettersi alla sua altezza, mai sgridarla rimanendo in piedi. Chinarsi e guardarla negli occhi. Dirle con voce ferma ma non urlando, che sta sbagliando, che non ci si comporta in quel modo ma che si ascolta mamma e papà. Come forma di “punizione” allontanarla. Se ad esempio tratta male un bimbo, lo morsica oppure ha atteggiamenti troppo aggressivi, dobbiamo allontanarla, dicendogli che ha sbagliato e che per il momento non potrà giocare con lui.

Mi spiegava la maestra, che caratteri forti come quelli di Adele, bisogna saperli prendere. Urlare, sculacciate, rimproveri troppi forti non servono a nulla. Anzi, peggiorano la situazione. Serve tanta pazienza e tantissima comunicazione! Inoltre, i troppi “NO” potrebbero scatenare una sorta di “sfida”, quindi mi consigliava di usarli con moderazione.

Beh, ero scettica ed invece funziona!!!! Adele è sempre un vichingo nei modi di fare. La grazia l’abbiamo lasciata da qualche parte non si sa dove!!! Ma il rapporto con noi, con i coetanei sta migliorando. È sempre più dolce, spesso richiede la mia attenzione per fare le coccole e quando vede un suo amichetto, lo abbraccia e gli dà un bacio.

Ora le stiamo insegnando il rispetto per gli oggetti, non vanno lanciati a terra, i libri non vanno distrutti e i giochi degli altri vanno tenuti bene.

Ha ancora qualche momento di puro capriccio, ma quando la rimproveriamo, capisce, ci ascolta e smette quasi subito di fare ciò che non va fatto. È proprio vero, che spesso il problema non sono i nostri bimbi ma noi e come ci rapportiamo!

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Fibromialgia: sosteniamo la ricerca

Oggi voglio parlarvi di un argomento a me molto caro. La fibromialgia.

Il 90% delle persone non sa neanche dell’esistenza di questa patologia. Io, la vivo ogni giorno, attraverso mia mamma. Qualche anno fa, le è stata diagnosticata questa patologia e sfortunatamente non esiste una cura specifica.

Ma vi spiego bene di che cosa si tratta!!

La firomialgia, detta anche Sindrome Fibromialgica, è una sindrome reumatica idiopatica e multifattoriale che causa l’aumento della tensione muscolare ed è caratterizzata da dolore muscolare ed ai tessuti fibrosi ( tendini e legamenti) di tipo cronico,rigidità ,astenia,disturbi del sonno,alterazioni della sensibilità e calo dei livelli di serotonina.

Il dolore è il sintomo predominante della fibromialgia. Generalmente, si manifesta in tutto il corpo, sebbene possa iniziare in una sede localizzata, come il rachide cervicale e le spalle, e successivamente diffondersi in altre sedi col passar del tempo. Il dolore fibromialgico viene descritto in una varietà di modi comprendenti la sensazione di bruciore, rigidità, contrattura, tensione ecc. Spesso varia in relazione ai momenti della giornata, ai livelli di attività, alle condizioni atmosferiche, ai ritmi del sonno e allo stress. La maggioranza dei pazienti fibromialgici riferisce di sentire costantemente un certo grado di dolore. Il dolore è avvertito principalmente ai muscoli e sono presenti sintomi di malessere generale. Per alcune persone con fibromialgia, il dolore può essere molto intenso.

Credetemi, vedere mia mamma con dolori perenni, mi distrugge il cuore. Lei che è una persona dinamica, vedersi ” limitata” è davvero avvilente!! Cerco in ogni modo di aiutare la mia mamma, se possiamo le evitiamo di farle fare lavori pesanti.

La mia mamma è una roccia, nonostante tutto è davvero super. Il sorriso sulle labbra non le manca mai! Positività, serve ed aiuta!

Non esiste una cura specifica, ci sono diversi approcci per alleviare i sintomi: agopuntura, sedute di fisioterapia, terapie del dolore, cure con antidolorifici e cura del calore. Ma una cura che elimina del tutto la sintomatologia non esiste. La ricerca ha ancora passi da gigante da fare, servono fondi per poter proseguire con gli studi.

In occasione della dichiarazione dei redditi, se non sapete a chi devolvere il vostro 5×1000, vi lascio i dati per poter donare alla fondazione ALOMAR ONLUS associazione per la ricerca malattie reumatiche tra cui a fibromialgia. Quando andrete a fare la dichiarazione dei redditi, basterà dare questo numero 97047230152 ed il vostro 5×1000 sarà donato a questa associazione!!

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Cambio pannolino in totale sicurezza

Sapete che la caduta dal fasciatoio è uno dei principali incidenti che avvengono con i bambini???!!! Io ho sempre prestato la massima attenzione con Adele, per paura che potesse cadere. Ora che ha 15 mesi, potete immaginare quanto sia scatenata. Cambiarla è come lottare con un orso grizzly affamato. Vuole giocare e se una volta bastava il semplice tubetto della crema per distrarla, ora serve molto di più! Per nostra fortuna, abbiamo un valido aiuto: DIEGHINO IL FASCIATOIO!!!

Si tratta del primo Smart fasciatoio con sistema anti-caduta brevetto (PASD) che garantisce la massima sicurezza.

Come potete vedere ho posizionato Adele sul fasciatoio, ed attivo il sistema anti-caduta e sono subito più tranquilla e serena. Nel frattempo posso preparare il cambio ed i vestiti in totale tranquillità. Inoltre DIEGHINO è dotato di:

• Bilancia e scala metrica ( ottima per i primi mesi di vita )

• Tasche laterali per pannolini e salviette

• Fasce in velcro antiribaltamento

• Perno per i peluche/ giostrino oppure slot per smartphone

Ho scelto per Adele un cartone animato, ho inserito nella slot apposita il mio smartphone e mentre lei si godeva lo spettacolo, io la cambiavo con tanta tanta calma. Cosa non da poco!!!!

Dal design semplice ma multifunzionale, io lo trovo davvero comodo. Lo posso solo che consigliare alle future e neo mamme. Poter cambiare il proprio bambino in totale sicurezza, penso sia un elemento fondamentale.

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Corso di Nuoto: la nostra esperienza

Io e mio marito siamo dei grandi amanti dell’acqua. Entrambi abbiamo frequentato corsi di nuoto e tutt’ora, anche in inverno ci capita di andare a fare un giretto in piscina.

Per questo motivo, quando Adele aveva solo 4 mesi, decidemmo di iscriverla al corso di nuoto per bebè.

Fine Aprile 2017, iniziammo questa splendida esperienza. Il corso prevedeva una lezione a settimana di circa 45 minuti per un totale di 7 settimane. Ammetto che il costo non è basso, però ne valeva la pena. È giusto essere seguiti da un professionista, così da non commettere errori e sopratutto avere alcune attenzioni.

Per maggiore sicurezza, prima di iniziare, contattai la pediatra e le chiesi alcune informazioni. Mi spiegò che il nuoto favorisce la cosiddetta acquaticità. Molti bambini vengono messi in acqua dopo pochi mesi dal parto non tanto per permettergli di imparare a nuotare quanto invece per prolungare la familiarità del bambino con quello che fino a poco tempo prima era il suo habitat naturale e per lavorare sul suo sviluppo psico-motorio. Il nuoto neonatale è di estrema importanza: il bebè acquisisce un maggior controllo della respirazione, scopre nuovi schemi di postura, aumenta la fiducia in se stesso e la capacità di apprendimento, rafforza il rapporto con i genitori, fa crescere l’indipendenza, preparandolo ad un futuro corso di nuoto e preservandolo da eventuali incidenti, fa in modo che non perda quel senso di ambientamento che possiede fin dai primi mesi, rafforza il sistemo cardio-respiratorio, aiuta a sviluppare ed a rafforzare l’apparato scheletrico, favorisce la socializzazione grazie alla presenza di altri bambini, stimola il sonno e l’appetito. Ci diede il via libera e mi ricordó tre cose importanti : la prima di lavare molto bene la bimba con acqua non clorata dopo il bagno, così da eliminare ogni traccia di cloro. La seconda di applicare un bello strato di crema super idratante prima e dopo la piscina, per prevenire il ritorno della dermatite. L’ultima ma non meno importante : DIVERTITEVI!!

La prima lezione serviva a prendere confidenza con l’acqua, immergendo piano piano i bambini, fino fare arrivare l’acqua ad altezza spalle. L’istruttrice ci fece fare alcuni esercizi, come andare a prendere i giochi che galleggiavano, mettere in posizione supina il bambino e tenendolo sotto le ascelle fallo ondeggiare.

Dopo qualche lezione, ci fu l’esercizio più arduo: l’immersione totale del bambino. L’insegnante ci spiegò che prima di immergerlo è necessario soffiargli in faccia, in modo tale che prenda aria e possa trattenere il respiro più facilmente. Non tutti i bimbi reagiscono allo stesso modo, c’è chi piange disperatamente, chi rimane perplesso e chi sorride non appena vede la mamma.Con Adele non ho avuto problemi, mi rilassai e presi coraggio.

1, 2, 3…. tutti sott’acqua!!!!

L’immersione ovviamente dura qualche secondo, e non appena ritornammo in superficie guardai Adele. Era perplessa, ma non piangeva. Provai una seconda volta, e Adele rideva. Le piaceva!!!! Notai che era a suo agio, aveva feeling con l’acqua. Una delle ultime lezioni, venne anche il babbo e fu tutto ancora più magico. Riuscimmo ad eseguire l’esercizio più impegnativo: il passaggio di Adele sott’acqua. Eravamo uno di fronte all’altro, a circa 1 metro e mezzo di distanza. Dopo aver contato fino a tre, soffiai sul viso di Adele e la immersi sott’acqua, con una mano la spinsi verso il papà e lei “sgambettó” velocemente verso le sue braccia. Quando uscì dall’acqua era contentissima, ci fece un iper sorriso. Una super soddisfazione !!

Tutt’ora, che dal corso sono passati diversi mesi, frequentiamo la piscina e proviamo ancora a fare gli esercizi di immersione. Non è cambiato nulla!

Adele è un pesciolino 🐠

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Manine Pulite

Una buona e sana abitudine da insegnare ai nostri figli, è quella di lavarsi bene e con regolarità le manine.

Vi starete chiedendo come mai io abbia deciso di scrivere questo tipo di post. Beh molto semplice, spesso vedo scene allucinanti che mi fanno rabbrividire. Mi è capitato di vedere madri che dopo essere state in bagno, non si lavassero le mani. Che offrivano al proprio figlio un biscotto, dopo aver toccato di ogni!!!

Certo, non deve essere fatto in modo maniacale, ma con regolarità, cura ed attenzione.

Vi spiego il motivo!

Avere le mani pulite è il primo passo per ridurre il rischio di infezioni virali e batteriche. Le mani, sono un veicolo di trasmissione, in quanto le cellule più esterne dell’epidermide sono colonizzate da microbi ( batteri e funghi) che nell’insieme formano la flora batterica. Essa può essere ridotta, se si pratica con cura il lavaggio mani. Riducendo la trasmissione di infezioni!!! Addirittura, alcuni studi dimostrano che lavandosi le mani regolarmente, permette di abbassare la probabilità di contrarre raffreddore e influenza. Infatti, alcuni virus influenzali, hanno la capacità di sopravvivere al di fuori del corpo umano per alcune ore. Se ad esempio si viene a contatto con un virus, stringendo la mano di qualcuno, e successivamente ci si tocca naso e occhi, c’è una grandissima probabilità di infettarsi.

Quando è importante lavarsi le mani?

Lavarsi le mani solo, quando sono visibilmente sporche, non è sufficiente per ridurre il rischio di infezioni virali o batteriche. Quindi è necessario lavarsi le mani anche in determinati momenti:

• prima di mangiare

• prima di preparare da mangiare

• dopo aver stretto la mano a qualcuno

• dopo aver frequentato mezzi pubblici o luoghi affollati

• dopo essere andati in bagno

• dopo aver cambiato il pannolino a un bambino

• dopo aver toccato un animale

• dopo aver starnutito o essersi soffiati il naso

• dopo essere stati vicino a qualcuno ammalato

• prima e dopo aver medicato una ferita

• dopo aver giocato

Esiste una tecnica corretta!

Per prima cosa, togliere sempre anelli e bracciali, per poter eseguire la tecnica nel migliore dei modi. Bagnare sotto l’acqua le mani, applicare il sapone, insaponare per qualche secondo le mani passando sempre tra le dita e sotto le unghie, risciacquare accuratamente. In fine asciugare con un panno pulito o aria calda.

È importate ricordare di evitare i saponi solidi, in quanto sono dei veri e propri ricettacoli di batteri. Scegliere saponi neutri e delicati, così da non lesionare la cute. È necessario lavarsi le mani anche se vengono utilizzati i guanti, perché non garantiscono una barriera al 100% e quindi le mani potrebbero in ogni caso contaminarsi.

Io con Adele, ogni volta che finiamo qualche attività e prima dei pasti, le faccio vedere come lavarsi le manine. A volte ho acqua ovunque, ma pazienza, per lei questo ed altro!!!

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Colori e pennelli

Buongiorno!!!! Visto il risultato super positivo del sondaggio, finalmente oggi vi spiego a grandi linee come rinnovare le pareti di casa.

Tinteggiamo il muro!!! 🎨

È necessario fare un piccolo progetto su carta, per capire come si vuole realizzare la tinteggiatura, se si vogliono realizzare eventuali righe orizzontali o verticali , quante ne volte realizzare, colore e materiali da utilizzare, ecc… Fare le righe non è semplice, sopratutto su quelle orizzontali. Ed io per complicarmi la vita, ho voluto fare proprio quelle!!!! Ma oggi partiamo dalle basi. Le cose più difficili le lasciamo ai prossimi articoli.

Per prima cosa dovete scegliere la parete da tinteggiare, personalmente se si scelgono colori forti, non mi piace fare tutte le pareti di una stanza ma solo una, altrimenti se l’ambiente è piccolo, risulta ancora più piccino!

– Il colore –

Secondo passo, scegliere di che colore volete realizzare la parete. Una buona tinta, vi aiuta a stendere il colore in modo più uniforme, prevenire eventuali muffe negli ambienti più umidi ( esempio: il bagno). Inoltre un buon prodotto vi garantisce colori più accesi e duraturi. Io mi sono affidata alla San Marco e MaxMeyer, ottimi brand e dai prezzi ragionevoli. Entrambe le tinte sono lavabili, cosa fondamentale quando si hanno dei bimbi😅 Se vi fate realizzare le tinte nei negozi specializzati, basterà dire la misura della parete da tinteggiare e loro vi prepareranno le dosi ideali. Se invece, come me, volte fare da sole, allora dovete stare molto attente. Il colore va creato una volta sola, altrimenti non avrete mai la stessa tonalità! Sembra ovvia la cosa, ma è meglio ricordarvela!!! Per il colore dell’ingresso e l’anticamera, ho unito un grigio violaceo con il bianco, fino a quando non ho trovato la tonalità giusta.Ho preparato più tinta del necessario. Meglio abbondare, piuttosto che trovarsi in difficoltà!!!! Ovviamente se la parete che avete deciso di pitturare, parte con una base chiara, potete utilizzare direttamente il colore scelto. Se invece, presenta già un colore, l’ideale è dare una o due mani di vernice base. Un bianco apposta che va a neutralizzare il colore sottostante.

– il pennello –

Indispensabile e da scegliere con cura. Come la tinta, un buon pennello vi garantisce una buona stesura, meno fatica ed un risultato finale davvero bello e professionale. Per le pareti ampie, occorre una pennellessa. Per i punti dove serve molta precisione, l’ideale è un pennello piatto. Personalmente non amo i rulli. Lo abbiamo utilizzato solo per i soffitti. Ma non sono comunque un granché.

– preparazione –

Prima di partire a pitturare il muro, dovrete decidere se lasciare i bordi bianchi e di conseguenza applicare il nastro carta. È un lavoro, noioso ma fondamentale per un buon risultato. Inoltre, dovrete proteggere con il nastro carta, prese elettriche (togliendo ovviamente la mascherina), eventuali battiscopa e bordi delle finestre se presenti in quella parete. Sul pavimento, potete stendere un vecchio lenzuolo oppure l’apposito panno in feltro assorbente. Io ho scelto il vecchio lenzuolo, mia mamma ne ha una valanga 😂. Dovete togliere quadri e tutto ciò che vi sta intorno. Così da evitare di sporcare tutto ed in più per avere spazio per muovervi liberamente.

– iniziamo –

Siamo pronte? Iniziamo con l’aggiungere acqua alla tinta. Non dovrà essere troppo densa ma neanche troppo liquida ( più o meno la densità di un minestrone 😂) . Mescoliamo con cura, la tinta ci impiega ad assorbire l’acqua.

Una volta fatta questa operazione. Potrete iniziare a stendere il vostro colore sulla parete. Io consiglio sempre di partire con il pennellino piatto e fare le zone di precisione, con molta calma. Nessuno ci corre dietro!!! Le pennellate dovranno essere fatte in un unica direzione, non a casaccio, altrimenti potrebbero vedersi i segni. Una volta terminate le zone più difficili, potrete passare alla pennellessa e tinteggiare gli spazi più ampi.

Per avere un risultato omogeneo, occorre dare due o tre mani di colore. E mi raccomando, tra una mano e l’altra, la tinta precedente deve essere sempre asciutta.

Una volta asciugata l’ultima mano, potrete togliere il nastro carta e ammirare il vostro lavoro. Non occorre dirvi che sarete super soddisfatte.

Avrete dato un tocco di colore nuovo alla vostra casa e risparmiato tanto!!!!

N.b : mai mettere troppo colore sul pennello, rischiate di avere più tinta per terra che sul muro. Ed più si formano le gocce, brutte da vedere è difficili da nascondere.

Tra una mano e l’altra, mentre aspettate che si asciughi il colore, richiudete con il coperchio il bidone della tinta. Così eviterete che si formi la pellicola e il colore non è da buttare. E se un giorno avrete bisogno di ritoccare qualche punto, basterà mescolare il colore con un goccino di acqua e potrete riutilizzarlo.

Una volta terminato tutto il lavoro, lavate molto bene i pennelli, se necessario lasciateli a bagno in acqua qualche ora per ammorbidire la tinta secca. E se per errore, avete macchiato il pavimento o quant’altro, potrete utilizzare dell’acquaragia per eliminare le macchie.

Pubblicato in: Maternità

Nuova routine serale

Ebbene sì, finalmente a 14 mesi, Adele ha la sua routine serale. Non so dirvi come mai prima d’ora non ne avesse una. Quando era molto piccola, non ne aveva bisogno a parer mio. Era sempre molto tranquilla, mangiava e dormiva. Ora, invece siamo stati costretti a crearne una. Non solo per aiutare Adele a dormire meglio ed a stare più tranquilla. Ma anche per noi!!!Fino a qualche mese fa, alla sera non riuscivamo a fare nulla, Adele andava a nanna alle 23 passate e di conseguenza alla mattina, c’era un eterna lotta per svegliarla. Così, presa anche dalla disperazione, mi sono imposta di crearne una e rispettarla il più possibile.

Per prima cosa, non faccio cenare Adele troppo tardi. Verso le 18.30/45 inizio a cucinare per lei, in modo tale che entro le 19.30 abbia già cenato. Così noi, possiamo mangiare con calma e lei inizia a digerire.

Verso le 20.30 iniziamo a prepararci per il bagnetto oppure se non ne ha bisogno, le faccio un bel massaggio con la crema. Successivamente, le propongo dei giochi molto tranquilli in cameretta, con la luce soffusa e qualche canzoncina della buona notte.

Nei periodi di elevato stress, agitazione e cambiamenti, la pediatra mi ha consigliato di darle qualche goccia di melatonina, così da poterla aiutare a rilassarsi prima della nanna! FUNZIONA!!!! ( ovviamente non deve essere un abitudine).

Dopo una bella favola della buona notte,una dose massiccia di baci o dopo aver sfogliato il libro dei pesci ( Adele è in fissa), verso le 21,15 la adagio nel lettino e le tengo la manina, fin quando non si addormenta. Poi piano piano, tolgo la mano dal suo petto e le rimbocco le coperte.

Mantenendo questi orari e ritmi, Adele dorme più serena, meno agitata e cosa FONDAMENTALE, dorme diverse ore!!!! Inoltre si evita di scatenare l’iperattività della sera, che mette a dura prova la pazienza dei genitori! Spesso, dorme dalle 21.15 fino alle 4.30 del mattino nel suo lettino poi viene in mezzo a noi. La cosa non mi crea nessun problema. È anche capitato che dormisse fino alle 7, ma sono ancora rare le volte 😅

Il prossimo step, è quello di metterla nella sua cameretta. Fino ad ora penso di averci provato una ventina di volte, ma sempre senza successo. Vedremo nei prossimi mesi se ci riusciremo!!!

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Latte e biscotti

Il mio buongiorno ha i capelli che profumano di latte e biscotti!

Colazione: tranquillità, gioia e bontà. Queste sono le tre parole che utilizzerei per descrivere la colazione.

Tranquillità perché odio fare colazione velocemente. Con calma preparo ciò che ci serve, luci soffuse e silenzio.

Gioia : perché amo vedere la mia bimba che ciuccia il suo biberon pieno di latte. Ancora più bello era quando la allattavo al seno.

Bontà: perché scelgo solo prodotti genuini e gustosi.

Adele fino si 9/10 mesi ha bevuto il mio latte alla mattina, poi siamo passati al latte artificiale.

Da quel momento, si sono scatenati una serie di piccoli problemini legati ad esso.

Gonfiore alla pancina, scariche brutte e sopratutto orari sballati per i pasti.

La pediatra, mi ha consigliato di eliminare il latte in formula e proseguire con un latte vegetale.

Il latte di mucca, essendo più pesante da digerire, non aiutava l’intestino di Adele. Infatti, oltre alle scariche sempre liquide e brutte, Adele aveva gli orari dei pasti totalmente sballati perché aveva una perenne sensazione di sazietà. Così, come consigliato dalla pediatra, abbiamo iniziato a darle il latte di origine vegetale. Mi ha anche spiegato, che noi adulti dovremmo evitare il più possibile il latte di mucca per vari problemi che potrebbe scatenare nel nostro corpo. Io sono sempre di una idea, che ogni alimento va consumato con moderazione ed evitare comunque gli eccessi. Tengo a precisare che Adele non è intollerante al lattosio, perché i formaggi, yogurt e altri prodotti derivati dal latte li assume senza problemi.

Per la mia bambina, ho scelto la Granarolo, per la sua alta qualità. Latte di riso e latte di soia, sono ciò che ho scelto per lei.

Granarolo propone questi due tipi di latte e sono molto soddisfatta. Qualità prezzo ottimo, e credetemi se vi dico che è il migliore ( altre aziende non italiane hanno prezzi assurdi).

Utilizzano solo materie prime selezionate ed italiane, 100% vegetale, no OGM. Fonte di fibre e proteine vegetali, fonte di calcio e di vitamine ( B2, B12, D2, E) ed a basso contenuto di grassi.

Il latte di soia è più ricco rispetto a quello di riso, e per questo motivo, quando preparo la colazione alla bambina, metto metà latte di soia e metà di riso. Oltretutto il latte di riso è leggermente più dolce, quindi lo rende più appetibile. Beve all’incirca 250 ml di latte e aggiungo sempre un biscottino.

Da quando ho iniziato a darle latte vegetale,!Adele ha smesso di avere tanti problemini. Sono davvero soddisfatta.

Credo molto nelle aziende italiane e ritengo giusto valorizzarle, per questo ho voluto condividere con voi questa nostra esperienza.